“…che mai nulla sia dovuto al caso e che tutto ciò che succede di male succeda per effetto di una cattiva volontà cosciente, intelligente e concertata. Cosa che gli psichiatri non credono mai. Cosa che i geni credono sempre.” – A. Artaud, Van Gogh il suicidato dalla società.

L’Accident de piano

L’Accident de piano è un film del 2025 diretto da Quentin Dupieux.

Bellissimo, con una eccezionale Adèle Exarchopoulos. Per diventare una star del web devi essere congenitamente insensibile al dolore, esattamente come la protagonista di questa pellicola disturbante.  L’impermeabilità dell’influencer trasforma il suo dolore in algoritmo economico.

Il corpo della protagonista è perennemente esposto alla pornografia della violenza. Lo stesso apparecchio dentale, protesi del suo personaggio, ne costituisce una sorta di “marchio” di verginità, confinando la protagonista nella bolla della fanciullezza: proprio dove si annida la primigenia esperienza traumatica.

Un meccanismo linguistico liturgico costruisce l’identità per accumulo di traumi. Come un cane da riporto, la protagonista sazia il pubblico concedendo l’orrore del proprio corpo violato da consumare, ancora e ancora.  In qualche modo la violenza si apprende, e una volta appresa la si trasforma in spettacolo. Ma questo spettacolo, lo sapevano bene gli antichi, esige una fine tragica. Così l’influencer non può far altro che suicidarsi in diretta: il corpo si sacrifica per santificarsi nell’ipervisibilità.

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