“…che mai nulla sia dovuto al caso e che tutto ciò che succede di male succeda per effetto di una cattiva volontà cosciente, intelligente e concertata. Cosa che gli psichiatri non credono mai. Cosa che i geni credono sempre.” – A. Artaud, Van Gogh il suicidato dalla società.

Ancora un’estate

Ancora un’estate (L’Été dernier) è un film del 2023 diretto da Catherine Breillat.

La maternità confina ed esilia nella terra dell’abuso una donna scorporata da sé e ridotta a territorio di sotterraneo conflitto tra padre e figlio. Fondamentalmente annichilita nella pratica accudente, infatti, la protagonista accoglie e fa maturare dentro sé il seme acerbo del figlio del marito anziano, un figliastro che è giovane uomo ideale, idealizzato, travisato.

Forti legami parentali, sanciti dalla legge del padre ( “stai zitta!” sono le ultime parole a lei rivolte), che di fatto occulta il corpo sacrificale della donna, ridotto a mera madre. Lo vediamo nelle scene di sesso: accogliente, la madre  gratifica ora il padre,ora il figlio: applaudente, accondiscendente. Mai vera protagonista del suo corpo, che non rivendica, piuttosto declina nell’accoglienza.

Lei, madre mancata, costretta all’adozione, paga la sua colpa abdicando alla propria sessualità. Rinuncia a sé compiacendo il seme sacro e sacrilego, che in lei non attecchisce. Paga la sua onta a suon di verga.

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